Decidi di investire in un video promozionale per la tua azienda. Il preventivo dice 5.000 € + IVA. Ti sembrano tanti. Poi parli col commercialista e scopri che il costo reale, dopo le imposte, è molto più basso. Non è magia: è normativa fiscale italiana, ed è quello che rende il video aziendale uno degli investimenti meno cari del tuo conto economico — se sei una società o una ditta individuale in regime ordinario.
Spoiler: per una SRL, su un video da 5.000 € + IVA, il costo netto reale è intorno a 3.500-3.700 €. Stai pagando 3.700 € per qualcosa che ne è stato fatturato 6.100 €. Ed è perfettamente legale.
Vediamo come funziona, articolo per articolo, senza scorciatoie e senza promesse da venditore.
1. Cosa significa "deducibile al 100%"
Quando senti dire che un costo è "deducibile al 100%" si intende che l'intero importo si sottrae dal reddito imponibile dell'impresa. Non è un bonus statale. Non è un credito d'imposta. È semplicemente che lo Stato riconosce quel costo come inerente all'attività e quindi non lo tassa.
Le spese di pubblicità rientrano nell'art. 108 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Recita, in sostanza: le spese di pubblicità sono deducibili nell'esercizio in cui sono sostenute. Punto. Niente percentuali ridotte. Niente limiti.
Un video promozionale, un commercial, un brand film, un reel per social aziendali: tutto rientra in questa categoria, perché lo scopo è far conoscere l'azienda, i suoi prodotti o i suoi servizi al pubblico.
Pubblicità ≠ rappresentanza. Un video corporate diffuso al pubblico è pubblicità (deduzione 100%). Un video proiettato a una cena con clienti selezionati può essere considerato rappresentanza (deducibile con limiti, art. 108 c.2 TUIR). La differenza la fa la diffusione, non il contenuto.
2. L'IVA al 22% si detrae anche lei
Il discorso non finisce con l'IRES. C'è anche l'IVA. Su una prestazione di video production rivolta a un'azienda soggetta a IVA, l'aliquota è 22%. Quella IVA non è un costo: la recuperi in liquidazione, come per qualsiasi altra fattura inerente.
Sul nostro video da 5.000 € + IVA = 6.100 € totali, sono 1.100 € di IVA che rientrano direttamente nella tua dichiarazione periodica. Non vanno sommati al "costo effettivo".
3. Il calcolo reale: quanto risparmi davvero
Facciamo i conti, perché qui si parla onestamente. Ipotesi: SRL ordinaria, reddito imponibile sufficiente per sfruttare la deduzione, IVA con piena detraibilità, video da 5.000 € imponibile.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imponibile video | 5.000 € |
| IVA 22% | 1.100 € |
| Totale fattura | 6.100 € |
| IVA recuperata in liquidazione | − 1.100 € |
| Risparmio IRES (24% su 5.000 €) | − 1.200 € |
| Risparmio IRAP (3,9% su 5.000 €) | − 195 € |
| Costo netto reale | 3.605 € |
In altre parole: per ogni 100 € di imponibile pubblicitario, lo Stato te ne "rimborsa" indirettamente circa 28 € sotto forma di minori imposte, più il 22% di IVA che già non era un costo. Il tuo esborso effettivo, su un video da 5.000 €, è circa il 59% del totale fatturato.
Per una ditta individuale ordinaria o un libero professionista (non forfettario) il meccanismo è identico, con risparmio IRPEF in base allo scaglione marginale. Sopra i 50.000 € di reddito sei al 43% di marginale: il risparmio fiscale è ancora più alto.
Sgravio fiscale 100% sul marketing video
= verità giuridica, non slogan.
4. Quando "100%" non vale: il regime forfettario
Bisogna essere onesti: se sei in regime forfettario, niente di tutto questo si applica. Il forfettario applica un coefficiente di redditività predefinito e non consente la deduzione analitica dei costi. L'IVA non viene addebitata in fattura, quindi non c'è nulla da detrarre.
Il video resta un investimento commerciale legittimo, ma non genera risparmio fiscale diretto. Per chi è in forfettario il ragionamento è puramente di ritorno commerciale: il video deve portare clienti, non risparmio in dichiarazione.
5. Capitalizzazione vs deduzione immediata
L'art. 108 TUIR consente, per spese di pubblicità con utilità pluriennale documentabile, di capitalizzare il costo e ammortizzarlo. Conviene?
Quasi mai. Per la maggior parte delle PMI italiane:
- La deduzione immediata è più conveniente perché abbatte subito il reddito imponibile dell'anno.
- L'ammortizzazione ha senso solo se vuoi spalmare il costo su più esercizi per ragioni di bilancio (ad esempio per non chiudere in perdita).
La scelta va sempre verificata con il commercialista, ma per il 90% dei casi: dedurre nell'anno è la via giusta.
6. E il credito d'imposta investimenti pubblicitari?
È la domanda che ci fanno tutti. Risposta breve: quasi sicuramente non si applica al tuo video.
Il credito d'imposta ex art. 57-bis DL 50/2017 esiste, ma riguarda solo:
- Investimenti incrementali (cioè in aumento rispetto all'anno precedente)
- Su stampa quotidiana e periodica
- Oppure su emittenti radio e televisive locali
Un video corporate da pubblicare sul tuo sito, sui social, su YouTube o usato in fiere e meeting non rientra in questa misura. È più conveniente, dal punto di vista fiscale, restare sul binario "deducibilità integrale come costo inerente" (art. 108 TUIR).
7. Documenti da conservare
Perché la deduzione sia inattaccabile in caso di verifica, servono tre cose:
- Fattura elettronica con causale chiara: "Realizzazione video promozionale azienda XYZ" o equivalente.
- Contratto / lettera d'incarico che definisca l'oggetto della prestazione, l'utilizzo previsto del video e la sua finalità pubblicitaria.
- Prova della diffusione: link al video sui social, sul sito, sulla landing page. Screenshot, report visualizzazioni, una pagina dedicata sul tuo dominio. Tutto ciò che dimostra che il video è stato effettivamente usato per promuovere l'azienda.
Quack Production rilascia fattura elettronica regolare con causale fiscalmente corretta e, su richiesta, una breve lettera di incarico con descrizione completa della finalità promozionale. Tu hai tutta la documentazione di cui ha bisogno il tuo commercialista.
8. Il vero motivo per cui fa la differenza
Tutto questo, alla fine, porta a una sola riflessione: non investire in marketing video oggi non è "risparmiare". È pagare al 100% qualcosa che potresti pagare al 60%, sotto forma di clienti che non arrivano.
Ogni euro che spendi in un video aziendale ben fatto torna in tre forme:
- Risparmio fiscale immediato (deduzione + detrazione IVA)
- Visibilità che genera richieste qualificate
- Asset di brand che resta utile anche tra 2-3 anni
Il primo punto è certo e calcolabile. Il secondo dipende da quanto bene è girato e raccontato. Il terzo, dalla qualità delle scelte fatte all'inizio.
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Manda un brief → stay weirdDisclaimer. Le informazioni in questo articolo si basano sulla normativa italiana vigente al 20 maggio 2026 (TUIR art. 108; DPR 633/72 sull'IVA; DL 50/2017 art. 57-bis). Non costituiscono consulenza fiscale. Verifica sempre con il tuo commercialista l'applicabilità al tuo regime e alla tua specifica situazione.